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Coaching, PNL, Decisioni

Lo Schema del Processo di Cambiamento

Dal Rapport al future pace, passando per stato attuale e stato desiderato. Ecco lo schema con cui la PNL struttura un intervento di cambiamento.

In 30 secondi. Questa pagina presenta una prospettiva maturata attraverso studio, esperienza e pratica sulle fasi di un intervento di cambiamento, dal rapport allo stato attuale e desiderato fino al future pace. Il tema è sviluppato nel Volume II della collana La Lama Invisibile.

Serve raggiungere l'obiettivo, anche senza perfezione, scegliendo gli strumenti più utili e modulandoli in base al feedback che la persona restituisce.

Cos'è lo Schema del Processo di Cambiamento

Lo schema del processo di cambiamento è la struttura generale entro cui, nella PNL, si inseriscono le singole tecniche di intervento. Comprendere l'esperienza non basta: ciò che si apprende deve tradursi in un intervento capace di generare un cambiamento reale e verificabile. Le tecniche specifiche, quale che sia la scelta più adatta al momento, non vengono mai applicate isolatamente, ma all'interno di una sequenza di fasi che ne garantisce l'efficacia.

Perché è importante

Questo schema è importante perché una tecnica applicata fuori da una struttura coerente perde gran parte della sua efficacia. A generare il cambiamento è il processo che contiene la tecnica: la costruzione della relazione, la chiarezza sull'obiettivo, la verifica del punto di partenza, il test del risultato, e il suo consolidamento nel tempo. Ignorare uno di questi passaggi vanifica il lavoro, anche quando la tecnica scelta è corretta.

Come Funziona lo Schema del Cambiamento

Il processo si articola in una sequenza di fasi concettuali. Si parte dal Rapport, condizione necessaria prima di qualsiasi intervento. Si definisce poi lo stato desiderato, l'obiettivo del coachee, esplorato attraverso domande mirate a chiarire cosa la persona vuole davvero raggiungere. Un'interruzione di modulo separa gli stati mentali, riportando la persona nel qui e ora prima di procedere, evitando che stati diversi si mescolino tra loro. Si esplora quindi lo stato attuale: a che punto si trova realmente la persona rispetto all'obiettivo, e come si è generata quella situazione. Dopo un'ulteriore interruzione di modulo, si sceglie la tecnica più adatta per accompagnare la persona dallo stato attuale a quello desiderato, sulla base di ciò che è emerso fino a quel momento. Segue una fase di test, per verificare che il cambiamento sia realmente avvenuto; se il test non conferma il risultato, si ripete la tecnica o se ne sceglie un'altra. Infine, il future pace proietta il cambiamento nel futuro, immaginando una situazione simile a quella di partenza mentre il nuovo assetto interno è già acquisito: questo passaggio serve a consolidare e rendere duraturo il cambiamento ottenuto.

Un principio centrale di questo schema è la sua flessibilità operativa: le tecniche apprese possono essere concatenate, combinate e assemblate in modi diversi a seconda della persona che si ha di fronte. Non esiste una sequenza fissa e universale di tecniche da applicare meccanicamente: è il feedback continuo del coachee (la sua fisiologia, le sue parole, la sua congruenza) a indicare quale strumento utilizzare in quel momento specifico. Se una tecnica scelta non sta funzionando, è normale e corretto interromperla e cambiare approccio, senza che questo comprometta il processo complessivo: la persona vive il percorso come continuo e naturale, indipendentemente dai cambi di rotta interni compiuti da chi guida la sessione.

Errori più comuni

Un errore comune è applicare una tecnica isolatamente, senza aver prima definito con chiarezza lo stato desiderato e quello attuale, perdendo di vista la direzione dell'intervento. Un secondo errore è saltare la fase di test, dando per scontato che il cambiamento sia avvenuto senza averlo verificato concretamente. Un terzo errore è omettere il future pace, lasciando il cambiamento ottenuto isolato nel momento della sessione, senza proiettarlo e consolidarlo in scenari futuri reali.

Esempio pratico

Una persona riferisce un forte disagio ogni volta che deve affrontare una determinata situazione ricorrente. Prima di scegliere una tecnica specifica, chi guida il processo verifica il Rapport, chiarisce con l'obiettivo ben formato quale sia lo stato desiderato al posto del disagio, esplora come si presenta lo stato attuale, e solo a quel punto seleziona lo strumento più adatto per accompagnare il cambiamento. Dopo l'intervento, verifica con un test se il disagio, richiamato mentalmente, si ripresenta con la stessa intensità di prima o se è realmente diminuito. Solo a risultato confermato, proietta la persona in una situazione futura simile, per consolidare il cambiamento nel tempo.

Applicazioni

Questo schema si applica a qualsiasi intervento di coaching orientato al cambiamento: nella gestione di emozioni non utili, nell'abbandono di comportamenti depotenzianti, nel superamento di convinzioni limitanti, e in generale in ogni processo in cui si voglia accompagnare una persona da uno stato attuale a uno stato desiderato in modo strutturato e verificabile.

Domande frequenti

Perché una tecnica di PNL non va mai applicata isolatamente? Perché la sua efficacia dipende dal contesto in cui è inserita: senza un Rapport solido, un obiettivo chiaro e una verifica finale, anche la tecnica più corretta rischia di non produrre un cambiamento reale o duraturo.

Quali sono le fasi principali dello schema del processo di cambiamento? Rapport, definizione dello stato desiderato, verifica dello stato attuale, scelta e applicazione della tecnica, test di verifica del risultato, e infine future pace per consolidare il cambiamento nel tempo.

A cosa serve il future pace all'interno di questo schema? Serve a proiettare il cambiamento ottenuto in una situazione futura simile a quella di partenza, verificando e consolidando che il nuovo assetto interno regga anche fuori dal contesto protetto della sessione.

È necessario seguire sempre la stessa sequenza di tecniche? No. Le tecniche possono essere combinate e concatenate in modi diversi a seconda della persona e della situazione: è il feedback continuo del coachee a indicare quale strumento sia più utile in quel momento.

Cosa fare se una tecnica scelta non sta producendo il risultato atteso? Interromperla con un'interruzione di modulo e cambiare approccio, senza timore di modificare strada: con l'esperienza, questo cambio di rotta diventa sempre più rapido e naturale.

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Approfondisci

Lo schema del processo di cambiamento è presentato nel capitolo omonimo del Volume II di “La Lama Invisibile”, come struttura di riferimento per tutte le tecniche di intervento successive.

Volume I e Volume II sono riuniti anche nella Premium Edition, in un unico percorso.

Nell'anteprima della Premium Edition puoi sfogliare le prime pagine del libro, «L'inizio del cambiamento».

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Giovanni Ceroni
Ing. Giovanni Ceroni

Coach strategico e mental coach. Autore della collana La Lama Invisibile – PNL Strategica e ideatore di The Invisible Blade Method™.

Letture consigliate per approfondire

Se questo argomento ti interessa, queste letture possono aiutarti ad andare oltre la sintesi proposta in questa pagina.

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Frogs into Princes

Richard Bandler, John Grinder

Un riferimento storico per chi desidera avvicinarsi alle origini della Programmazione Neuro Linguistica.
Circumplex Model of Affect

James A. Russell

Utile per approfondire il modello dimensionale delle emozioni richiamato in questa pagina.

Apri la sezione completa “Per approfondire”

Fonti
  • Bandler Richard, Grinder John. I modelli della tecnica ipnotica di Milton H. Erickson.
  • Bandler Richard, Grinder John. La struttura della magia.
  • Bandler Richard. Using Your Brain for a Change.
  • Andreas Steve, Andreas Connirae. Heart of the Mind.
  • LeDoux Joseph. Il cervello emotivo.

Fonti citate nella bibliografia di capitolo della collana La Lama Invisibile.

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