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PNL, Comunicazione, Coaching

I Presupposti Fondamentali della PNL

Dalla mappa e il territorio al valore della persona, passando per il feedback. I presupposti della PNL nella visione di Giovanni Ceroni.

In 30 secondi. Questa pagina presenta una prospettiva maturata attraverso studio, esperienza e pratica sulle convinzioni operative da cui parte la PNL, dalla mappa e il territorio al feedback e al valore della persona. Il tema è sviluppato nel Volume I della collana La Lama Invisibile.

Non sono regole. Non sono verità da accettare per fede. Sono chiavi di lettura, prospettive operative capaci di aprire nuove possibilità nel modo in cui osservi la tua esperienza e quella delle persone che accompagni.

Il loro valore non sta tanto nell'affermare come è la realtà, quanto nel mostrare che cosa diventa visibile quando cambi il punto da cui la osservi.

Cos'è

I presupposti fondamentali della PNL sono un insieme di premesse operative che non pretendono di descrivere la realtà oggettiva, ma offrono un modo utile di guardarla per generare cambiamento. Non chiedono di essere creduti: chiedono di essere osservati, verificati nella pratica, sperimentati nella vita reale. Quando cambia il modo in cui guardi un'esperienza, può cambiare anche il significato che le attribuisci e, con esso, la risposta che diventa disponibile.

I presupposti principali descritti nel percorso sono:

Letti così, possono sembrare semplici affermazioni.

Ma un presupposto diventa realmente interessante quando entra in contrasto con la spiegazione che stavamo dando per scontata.

Perché è importante

Questi presupposti non sono materiale da leggere una volta e archiviare. Sono punti di riferimento a cui tornare quando una situazione sembra non avere alternative, quando una comunicazione continua a produrre lo stesso risultato o quando una spiegazione è diventata così abituale da non essere più messa in discussione.

Per chi lavora su di sé rappresentano strumenti di osservazione; per chi accompagna altre persone diventano alcune delle fondamenta del proprio modo di intervenire.

Senza una cornice di riferimento è facile confondere l'obiettivo con il bisogno di avere ragione. E proprio qui uno dei presupposti più semplici può diventare scomodo: se continuo a ottenere la stessa risposta, quanto mi serve dimostrare che il mio modo di comunicare era corretto?

Il punto non è attribuirsi tutta la responsabilità di ciò che fa l'altro. È riconoscere la parte del processo sulla quale possiamo ancora intervenire.

Come funzionano i Presupposti della PNL

I presupposti agiscono come filtri interpretativi che orientano il modo di osservare una situazione. Invece di applicarli uno per volta come una checklist, si tratta di utilizzarli come prospettive da verificare nelle situazioni reali, fino a riconoscere quando una di esse permette di vedere qualcosa che la lettura precedente lasciava fuori.

La situazione può rimanere identica.

Ciò che cambia è quello che riesci a vedere dentro quella situazione.

Un risultato indesiderato può essere soltanto una prova di incapacità oppure può contenere informazione sulla strategia utilizzata. Una reazione dell'interlocutore può essere soltanto un problema dell'altro oppure può diventare anche un feedback sulla comunicazione. Un comportamento inefficace può trasformarsi in un'etichetta identitaria oppure restare un comportamento che può essere osservato e discusso.

Il presupposto non cancella il fatto. Cambia la cornice attraverso cui lo stai leggendo.

Errori più comuni

Un errore diffuso è trattare i presupposti come dogmi assoluti da difendere in ogni discussione, invece che come strumenti operativi da verificare nella pratica.

Un altro errore è applicarli agli altri dimenticando di applicarli prima a se stessi: per esempio, insistere che “il significato della comunicazione è la risposta che ottieni” quando si comunica con qualcuno, ma pretendere che sia sempre l'altro a doversi adattare quando la nostra comunicazione non produce l'effetto desiderato.

Un terzo errore è confondere il presupposto sul valore positivo dell'individuo con un permesso a giustificare ogni comportamento: la distinzione tra persona e comportamento non elimina la responsabilità sul comportamento, la rende più precisa.

Un presupposto utile apre possibilità senza cancellare la realtà.

Esempio pratico

Un responsabile comunica un cambiamento organizzativo al proprio team convinto di essere stato chiaro. Se la squadra reagisce con confusione o resistenza, applicare il presupposto “il significato della comunicazione è la risposta che ottieni” significa non limitarsi a ripetere lo stesso messaggio nello stesso modo, ma osservare la risposta e valutare se cambiare formato, canale o linguaggio.

La sua intenzione era essere chiaro. Il risultato è stata confusione.

Questa distinzione sembra evidente quando riguarda un responsabile e il suo team. Diventa più interessante quando riguarda noi.

Quante volte continuiamo a spiegare meglio la stessa cosa, con le stesse parole, aumentando soltanto l'insistenza, e interpretiamo la risposta dell'altro come prova che non vuole capire?

Forse l'altro non capisce davvero. Forse non è d'accordo. Ma c'è comunque un'informazione che rischiamo di perdere: la comunicazione che stiamo usando sta producendo proprio quella risposta.

Accorgersene non significa sapere immediatamente cosa dire o fare diversamente.

Significa smettere, almeno per un momento, di osservare soltanto l'altro e iniziare a vedere anche la struttura della relazione che stiamo contribuendo a creare.

Applicazioni

I presupposti fondamentali trovano applicazione diretta nel coaching, nella leadership, nella gestione dei conflitti, nell'educazione e nella genitorialità, nelle vendite e in qualsiasi contesto in cui il risultato dipende anche dalla qualità della relazione e della comunicazione con un'altra persona.

Il loro valore non sta nel recitarli, ma nel riconoscere il momento in cui uno di essi rende visibile una possibilità che la lettura precedente stava escludendo.

Ed è proprio da qui che il percorso prosegue: perché se la mappa non è il territorio, diventa inevitabile comprendere meglio che cosa separa ciò che accade dalla rappresentazione che costruiamo di ciò che accade.

Domande frequenti

I presupposti della PNL sono verità scientifiche?

No, sono descritti come chiavi di lettura operative, prospettive utili da verificare nella pratica, non come verità assolute da accettare per fede.

Perché il significato della comunicazione è la risposta che si ottiene e non l'intenzione?

Perché concentrarsi anche sull'effetto prodotto, invece che soltanto sull'intenzione dichiarata, permette di osservare concretamente il risultato della comunicazione e, quando serve, modificarla.

Cosa significa “la mappa non è il territorio”?

Significa distinguere ciò che accade dalla rappresentazione interna e dal significato che costruiamo di ciò che accade. Questo presupposto è così centrale da meritare una pagina di approfondimento dedicata.

In cosa consiste la distinzione tra persona e comportamento?

Consiste nel mantenere separato il valore della persona dalla valutazione di un comportamento specifico. È la differenza tra mettere in discussione una strategia e trasformarla in un giudizio sull'identità.

Quanti sono i presupposti fondamentali della PNL?

Non esiste un unico elenco universalmente fissato. Il percorso descritto nei libri di Ceroni ne presenta un nucleo centrale, incluso quello sulla mappa e il territorio, quello sul feedback, quello sulle risorse e quello sulla rappresentazione sensoriale dell'esperienza.

Concetti correlati

Cos'è la Programmazione Neuro Linguistica (PNL), La Mappa non è il Territorio, Cos'è uno Stato Interno, Il Feedback a Panino, Coaching, La Comunicazione Efficace, Come cambiare mentalità: la ristrutturazione nella PNL, Generalizzazioni, Cancellazioni e Deformazioni.

Approfondisci

Questi presupposti sono presentati in forma completa nel capitolo dedicato del Volume I di “La Lama Invisibile”, dove Giovanni Ceroni li introduce come fondamenta su cui si costruisce tutto il percorso della collana.

Volume I e Volume II sono riuniti anche nella Premium Edition, in un unico percorso.

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Giovanni Ceroni
Ing. Giovanni Ceroni

Coach strategico e mental coach. Autore della collana La Lama Invisibile – PNL Strategica e ideatore di The Invisible Blade Method™.

Letture consigliate per approfondire

Se questo argomento ti interessa, queste letture possono aiutarti ad andare oltre la sintesi proposta in questa pagina.

PNL e modellamento

The Structure of Magic

Richard Bandler, John Grinder

Per comprendere le radici del lavoro sul linguaggio, sulla struttura dell’esperienza e sui processi di cambiamento.
Frogs into Princes

Richard Bandler, John Grinder

Un riferimento storico per chi desidera avvicinarsi alle origini della Programmazione Neuro Linguistica.
Sleight of Mouth

Robert Dilts

Utile per approfondire il lavoro sulle convinzioni e sulle ristrutturazioni linguistiche.

Apri la sezione completa “Per approfondire”

Fonti
  • Bloom, B. S. (a cura di). (1956). Taxonomy of Educational Objectives. Handbook I: Cognitive Domain. New York: David McKay.
  • Brown, P. C., Roediger III, H. L., & McDaniel, M. A. (2014). Make It Stick: The Science of Successful Learning. Cambridge, MA: Harvard University Press.
  • Bjork, R. A., & Bjork, E. L. (2011). Making Things Hard on Yourself, But in a Good Way: Creating Desirable Difficulties to Enhance Learning. In M. A. Gernsbacher, R. W. Pew, L. M. Hough, & J. R. Pomerantz (Eds.), Psychology and the Real World: Essays Illustrating Fundamental Contributions to Society. New York: Worth Publishers.
  • Clear, J. (2018). Atomic Habits: An Easy & Proven Way to Build Good Habits & Break Bad Ones. New York: Avery.
  • Dreyfus, H. L., & Dreyfus, S. E. (1986). Mind over Machine: The Power of Human Intuition and Expertise in the Era of the Computer. New York: Free Press.
  • Ericsson, K. A., Krampe, R. T., & Tesch-Römer, C. (1993). The Role of Deliberate Practice in the Acquisition of Expert Performance. Psychological Review, 100(3), 363–406.
  • Tang, Y.-Y., Hölzel, B. K., & Posner, M. I. (2015). The Neuroscience of Mindfulness Meditation. Nature Reviews Neuroscience, 16(4), 213–225.

Fonti citate nella bibliografia di capitolo della collana La Lama Invisibile.

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